PELLEGRINAGGIO
DELL’ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA E MALTA
PRESSO LA CHIESA MADRE

 

Irripetibili e unici momenti hanno vissuto dal 1 al 5 novembre di quest’anno i circa 200 rappresentanti delle Chiese, Parrocchie, Monasteri, Confraternita e Comunità dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta. Avendo a capo l’Eminentissimo Metropolita Gennadios, hanno visitato il Centro dell’Ortodossia, Costantinopoli, allo scopo di ricevere da vicino la Benedizione di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo e venerare i sacri e beati luoghi del Bisanzio e dell’Ortodossia che si trovano a Costantinopoli. Questo pellegrinaggio è iniziato con prima tappa alla Chiesa Patriarcale di San Giorgio, dove i fedeli hanno partecipato al Vespero e si è concluso con la loro partecipazione alla Divina Liturgia, presieduta da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo. Tappe intermedie dei pellegrini sono state le Chiese di Santa Sofia e Santa Irene (oggi musei), SS. Trinità, e SS. Madre di Dio a Taxim, Annunciazione di Tataula, San Demetrio e SS. Madre di Dio nelle Isole dei Principi, i Santuari della SS. Madre di Dio a Vefà e a Vlacherne, come anche i Monasteri Patriarcali della SS. Trinità a Chalki e della «Fonte Vivificante” a Balukli. Là, con sentimenti di grande commozione, il nostro Metropolita Gennadios ha pregato il “Trisajion” nella tomba del grande Patriarca Ecumenico Atenagora, il quale lo aveva inviato in Italia, e durante il Pontificato di cui lui è stato eletto Vescovo in Italia, primo Vescovo Ortodosso del Patriarcato Ecumenico dopo circa 300 anni. Nel Monastero Patriarcale della SS. Trinità, dove i pellegrini sono stati accolti dall’Igumeno Metropolita Elpidoforos di Bursa, il quale ha rivolto un caloroso saluto al nostro Metropolita Gennadios, è stato celebrato il Vespro con Artoclasia per i Professori e gli alunni della famosa Facoltà di Teologia di Chalki, come anche per i pellegrini dall’Italia. Durante la sua risposta all’allocuzione, il Metropolita Gennadios ha ringraziato il Metropolita di Bursa per la calorosa ospitalità, parlando anche della Facoltà Teologica di Chalki, situata nello storico Monastero, nella quale ha seguito i propri studi di Laurea.

Il coronamento di questo Pellegrinaggio è stato, naturalmente, la partecipazione dei nostri fedeli alla Divina Liturgia della Domenica, che è stata celebrata nel Metochion del Santo Sepolcro e presieduta da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, in occasione della festa di San Giacomo fratello del Signore, secondo il calendario liturgico del Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme (antico stile). Il Metropolita Gennadios facendo l’allocuzione al Vertice della Chiesa Ortodossa, ha pronunciato, senza manoscritto, le seguenti parole: «Con l’aiuto e la protezione del Grande nostro Dio, amico degli uomini, e con la benedizione di Vostra Santità, l’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, fedele e dedicata Eparchia alla Santa Madre Chiesa e al Vertice dell’Ortodossia, che sente sempre nel proprio cuore la forza del Suo amore inestimabile, si trova in questi giorni al Patriarcato Ecumenico, per venerare i sacri e beati luoghi del Bisanzio e dell’Ortodossia che si trovano a Costantinopoli e ricevere da vicino le Sue preghiere, ben accettate da Dio, e la Sua Benedizione Patriarcale, come incoraggiamento e rafforzamento spirituale e morale nella difficile strada della vita. La Vostra Santità offre tutto il proprio amore, la devozione, il sacrificio, come anche tutta la propria intelligenza per il bene spirituale ed il vantaggio ecclesiastico della nostra Madre Chiesa Ortodossa. L’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico, da Dio protetta, riconoscente al suo Padre e Vertice, per l’amore paterno e l’interesse affettuoso verso essa, considera questa domenica come giorno storico, grande e lieto. Che la Santità Vostra possa continuare per «molti anni, gloriosi, venerati e illuminati da Dio» la propria grande e inestimabile missione panortodossa, intercristiana e interreligiosa, missione di amore, pace, dialogo, giustizia, unità, speranza e di promozione della Fede Ortodossa, auguriamo umilmente noi, i pii pellegrini; che Gesù Cristo Pantocratore, che orna lo storico iconostasi della Chiesa Cattedrale di san Giorgio dei Greci a Venezia dona a Vostra Santità anni molti e sani, pacifici e onorati per la gloria della Santa Grande Chiesa di Cristo e per la continuità della sacrissima e altissima missione Patriarcale, per la gloria dell’Augusto Trono Ecumenico, a Qui gli Ortodossi di tutto il mondo devono la loro esistenza spirituale e religiosa, e noi sacerdoti la propria gloria e onore ecclesiastico».

Rispondendo a questa allocuzione, Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo ha asserito, tra l’altro: «La Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta provvede con sollecitudine amorosa agli studenti e ai fedeli Ortodossi in Italia, a coloro che vi giungono per studiare nelle rinomate Università di quel paese, sia per operare efficacemente come scienziato o come professionista in esso; mantiene accesa la fiamma delle storiche Comunità Greco-Ortodosse a Venezia, Trieste, Napoli e ovunque, e la accende di nuovo negli storici Monasteri dell’Italia Meridionale; lavora senza posa per coltivare relazioni esemplari con gli altri Ortodossi presenti in Italia e con la Chiesa Romano Cattolica; frutto dei vostri lunghi sforzi è la Intesa da poco siglata tra la Arcidiocesi Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico e lo Stato Italiano, attraverso la quale, la Vostra Sacra Arcidiocesi è riconosciuta in modo ufficiale anche dalle Autorità del Paese e ha acquisito gli stessi diritti di legge della Chiesa Romano Cattolica. Così salutiamo anche la costituzione ed il continuo funzionamento regolare del Consiglio Episcopale Ortodosso (CEOIM), sotto la presidenza di Vostra Eminenza, Santo Fratello Signor Gennadios, il quale, insieme a tutti gli altri nel mondo, che sono stati istituiti con la decisione dell’IV Incontro Panortodosso Presinodale di Chambesy in Svizzera, allo scopo di coltivare delle relazioni amorevoli tra i Cristiani Ortodossi che abitano fuori delle Chiese Ortodosse Autocefale, di risolvere i problemi che qualche volta vengono sollevati, ma soprattutto di curare la propria unità, per dare una testimonianza cristiana, una testimonianza di croce e di resurrezione al mondo di oggi che purtroppo è senza Cristo, ad un mondo moralmente autonomo e ribelle. Continua, santo fratello Gennadios, insieme ai suoi collaboratori nel Signore e i suoi figli spirituali la sua missione di croce e risurrezione in Italia, nel paese dei santi e dei martiri del primo dopo Cristo millennio della Chiesa indivisa, a cui tradizione tutti facciamo riferimento, da una parte per conservare irreprensibile e pura la fede che abbiamo ereditato, dall’altra per prendere forza, affinché possiamo risolvere i bisogni di questa vita, ma anche collaborare tutti per arrivare all’unità della fede. Auguriamo paternamente che la grazia della Croce e del Santo Sepolcro, cioè la grazia del Signore Crocifisso, Sepolto e Risorto, si diffonde a tutti voi, alle vostre città, alle vostre case ed ai vostri famigliari, con le intercessioni della Santissima Sua Madre, di San Giacomo fratello del Signore e di tutti i Suoi Santi. Amen.