INTERVISTA DI SUA SANTITA’
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

AL PERIODICO ITALIANO “TEMPI”

(16 Novembre 2006)

 

D1: Santità, da parecchio tempo avete invitato il Vescovo di Roma a visitare il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Almeno ora, il 30 novembre, festa di Sant’Andrea, si effettuerà questa visita. Cosa Vi attendete da questo incontro con Benedetto XVI?

R1: Il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e noi personalmente ci rallegriamo tanto per l’imminente visita qua del Primate della Chiesa Cattolica Romana. Ciò avviene in risposta al nostro invito aproposito, ma anche come continuazione della stabilita da anni buona tradizione di scambiarsi visite i Vescovi dell’Antica e della Nuova Roma. La nostra attesa si incentra in primo luogo nella comunicazione faccia a faccia nostra e degli altri con noi con il diletto fratello in Cristo il nuovo Papa Benedetto XVI. Questi incontri costituiscono una grande benedizione. E un’occasione, certamente, per un comune esame delle questioni che preoccupano le nostre Chiese ma anche più ampiamente l’umanità.

D2: Vostra Santità e Benedetto XVI si interessano chiaramente per la questione dell’unità dei cristiani. Quali delle recenti iniziative della Chiesa Cattolica Romana su questo tema esplicito stimate di più? Quali sono i più grandi ostacoli verso la strada della piena unità?

R2: Senza dubbio ha precedenza il tema e il dovere della promozione dell’unità della Chiesa di Cristo. Esistono tanti ostacoli, che hanno accumulato la storia, gli erroni umani, l’estraniarsi per secoli, talvolta anche la controversia tra Oriente e Occidente, non solo sulle questioni teologiche. Malgrado ciò, la provvidenza di Dio Santo non cessa di ricordare nei nostri cuori e coscienze il dovere della preghiera incessante e dello sforzo per la restaurazione dell’unità e per la stabilità delle Sante Chiese di Dio. Il Dialogo Teologico ufficiale, che era interrotto per il momento, è iniziato di nuovo recentemente e ciò costituisce un segno di speranza. Oltre ciò, però, si prendono sforzi su diversi livelli. E l’imminente inocntro costituisce un atto culminante, che dà già gioia ai cristiani che desiderano l’unità.

D3: Crede Vostra Santità che Benedetto XVI può svolgere uno speciale ruolo personale nel cammino verso la piena unità tra le Chiese cristiane?

R3: Dalla sua sede, lunga esperienza ecclesiastica e sapienza teologica, Papa Benedetto XVI, può certamente svolgere un ruolo decisivo verso questo indirizzo.

D4: Tradizionalmente le relazioni tra Patriarcato Ecumenico e Governo Turco sono difficili. Come definireste la situazione sotto l’attuale Governo Turco: migliore o peggiore in riferimento al passato? O piuttosto tutto resta come era nel passato?

R4: Malgrado i buoni segni e promesse iniziali, le difficoltà restano e purtroppo peggiorano.

D5: Quali sono le principali richieste che rivolgete alle autorità? Credete che saranno soddisfate presto? Perché, secondo la Vostra opinione, alcune di esse sistematicamente vengono respinte o trascurate?

R5: Noi non avanziamo pretese oltre ciò che abbiamo diritto. Nella vostra domanda, perché le nostre richieste vengono respinte o trascurate, devono rispondere coloro che hanno il potere e la responsabilità, ma anche coloro che tollerano le violazioni.

D6: Qual’è il settore della società turca, o delle importanti personalità a parte, con cui è davvero possibile un fecondo dialogo culturale?

R5: Noi permanentemente cerchiamo sia il dialogo interreligioso che quello interculturale e lo coltiviamo nella misura del possibile. Uomini di buona volontà esistono e rispondono. Anzi, crediamo che la nostra Città avrebbe sia il diritto che i presuposti storici e altri, per diventare un permanente centro mondiale di dialogo interreligioso e interculturale. Se volesse comprendere ciò la dirigenza della Turchia, crediamo che la comunità internazionale lo accetterebbe e sosterrebbe fortemente, per il bene il primo luogo della Turchia stessa.
D7: Secondo un sontaggio della A&G la percentuale dei cittadini turchi che sono indubbiamente a favore dell’entrata della Turchia nell’Unione Europea quest’anno è scesa al 32,2%, in rapporto al corrispondente del 2005 (57,4%) e del 2004 (67,5%). Secondo la Vostra opinione, perché questo declino nella coscienza della gente?

R7: Crediamo che, tra l’altro, è una conseguenza della non sufficiente e obiettiva informazione. Non viene affrontato il chiudersi in sé stessi né la xenofobia. Né si presenta il vero volto dell’Europa.

D8: Come è noto a tutti Vostra Santità sostiene la prospettiva europea della Turchia. Su quale base?

R8: L’allargamento dell’Unione Europea in merito significa allargamento della democrazia e una prospettiva di accettazione e applicazione dei fondamentali valori e principi su i quali viene edificata l’Unione Europea. Senza un’allargamento compreso in tale modo il popolo turco e insieme a lui le minoranze subiranno per un tempo ancora indeterminato le sventure odierne.