OMELIA DI SUA SANTITA’

IL PATRIARCA ECUMENICA BARTOLOEMO I

 

DURANTE LA PREGHIERA ECUMENICA

NELLA CATTEDRALE DI GERACE

(20 Marzo 2001)

 

Eminentissimo Metropolita d’Italia e caro fratello in Cristo signor Gennadios,

Eccellentissimo Vescovo di Locri e Gerace monsignor Gian Carlo Brigantini,

Illustrissimo professor Aurelio Romano, Sindaco di Gerace,

Figli diletti nel Signore,

Con grande gioia ci troviamo oggi fra voi in questa maestosa Chiesa Cattedrale e vi ringraziamo per il caloroso ‘’benvenuto’’, con il quale ci avete accolto.

Le colonne di questa Cattedrale ci ricordano l’epopea degli ecisti della Magna Grecia. Per secoli qui sono suonate le lodi al Signore secondo gli usi della nostra Chiesa ortodossa. Oggi, il suo nuovo altare è dedicato alla preghiera ‘’ut unum sint’’ (che tutti siano una sola cosa), la preghiera che lo stesso Cristo Gesù ha pronunciato avviandosi alla Sua salvifica passione sulla Croce. Poco prima, una reliquia della preziosa e vivificante Croce, provveniente da Costantinopoli e quì custodita abbiamo venerato e trasportato in questa chiesa.

Già salendo su questa celebre acropoli della civiltà bizantina, abbiamo avvertito la presenza spirituale dei santi venerati nella santa città di Gerace. In questa Cattedrale abbiamo avuto la gioia di baciare le reliquie della vostra santa protettrice, la grande martire Paraskevì, come quelle di Santa Barbara, di Sant’Antonio del Castello di Gerace e di San Filippo il Cacciaspiriti, il grande taumaturgo di Agìra in Sicilia.

La vostra antica città Aghia Kyriakì, a noi è particolarmente nota e cara: ogni prima Domenica di Quaresima, celebrando la festa dell’Ortodossia, istituita da San Metodio di Siracusa, ricordiamo il nostro Padre tra i Santi Cristoforo, Vescovo di questa città, che al Santo Settimo Concilio Ecumenico levò la sua voce in difesa delle sante icone.

Con emozione constatiamo come il passato sia tuttora vivo nella cura amorevole che riservate ad eremitaggi ed alle chiese, che impreziosiscono questa città. Tra esse, avete riservato un posto speciale alla chiesa dedicata a San Giovanni Crisostomo, nostro grande predecessore sulla cattedra di Costantinopoli.

Il profondo amore, che giustamente nutrite per la vostra storica città e il suo glorioso passato, vi ha portato a ripristinare questa chiesa e ad affidarla alla giovane Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Bene a ragione il nostro caro fratello, l’Eminentissimo Metropolita d’Italia Signor Gennadios, l’ha elevata a ‘’Santuario Ortodosso Panitalico’’. Essa, infatti, è la chiesa più antica della nostra Sacra Arcidiocesi d’Italia e da quasi otto anni è divenuta mèta dei devoti pellegrini ortodossi che, in numero sempre crescente, giungono dalla Grecia ai santuari ortodossi della Magna Grecia.

Consapevole della sua millenaria storia religiosa, questa città si pone come sicura base di dialogo tra le nostre Chiese sorelle e tra tutti i cristiani, grazie anche alle iniziative ecumeniche della Vostra Eccellenza Reverendissima, condivise dal nostro clero ortodosso locale e dai fratelli evangelici della Calabria, che salutiamo cordialmente.

Da questa sacra acropoli invitiamo tutti a testimoniare ai loro fratelli, con l’oservanza reale dei comandanti divini, Cristo crocifisso e risorto, luce vera che illumina, santifica e salva ogni uomo che viene nel mondo. Di Lui la grazia e l’infinita misericordia siano con tutti. Amen.

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