OMELIA DI SUA SANTITA’
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO


DURANTE LA CONSEGNA DELLE SACRE RELIQUIE
DEI SANTI GREGORIO IL TEOLOGO E GIOVANNI CRISOSTOMO

(Roma, 27 novembre 2004)

 

 

Santità,

Ricordando la vita, la fede, l’ethos e le lotte del nostro Padre tra i Santi Giovanni Crisostomo, abbiamo la sensazione di ascoltarlo - anche durante questo sacro e storico momento - ripetere le ultime parole della sua vita terrene: ‘’Gloria a Dio per tutto ciò!’’. E crediamo che anche San Gregorio il Teologo avrebbe patrocinato questa dossologia di ringraziamento, perchè le sacre reliquie di entrambi ritornano al luogo della loro appartenenza. Ha così fine la loro involontaria, secolare lontananza, imposta allora da circostanze infelici per la Chiesa.
Questo benedetto ristabilimento si realizza grazie alla volenterosa, compiacente a loro e a noi, degna di ogni onore e ringraziamento, decisione di Vostra amata Santità, di restituire a noi le loro sacre reliquie. In merito, Santità, seguite l’esempio di San Basilio il Grande, che restituì le venerate reliquie di San Dionigi, vescovo di Milano, che si era addormentato nel Signore in esilio, a causa degli Ariani, ed era stato sepolto nella regione di rerpinenza dello stesso Basilio il Grande, come riferisce nella sua epistola - numero 197 - indirizzata a Sant’Ambrogio, successore di San Dionigi.
La Chiesa, ornata del venerato sangue dei Martiri in tutto il mondo -come di porpora e bisso - rispetta dovutamente le - a causa delle belve, del fuoco e della spada e delle innumerevoli traversìe - reliquie dei suoi figli, che hanno sopportato nel Signore sofferenze, crocifissioni e morti amare.
Perciò la traslazione e la reposizione delle reliquie dei nostri beati predecessori nella Santissima Arcidiocesi di Costantinopoli, che hanno reso gloriosa con la santità, la sapienza, le lotte e in genere con la loro opera apostolica, è causa di gioia e di letizia per il nostro sacratissimo Trono Ecumenico e per il plèroma di tutta la nostra Santissima Chiesa Ortodossa, che gli venera molto.
Si celebra oggi un atto sacro di restaurazione di un’anomalia e ingiustizia ecclesiastica, compiuta già otto secoli prima. Con questo fraterno gesto della Chiesa dell’Antica Roma si conferma che non esistono nella Chiesa di Cristo problemi insuperabili, quando l’amore, la giustizia e la pace convergono nella sacra diaconia della riconciliazione e dell’unità.
Per la restaurazione della concordia e dell’unità pregano sicuramente anche i due Santi, le cui reliquie ritornano al loro posto. Perchè, come è noto, essendo nella vita, avevano tanto lottato per l’unione della Chiesa nella fede e nella verità. Resta sempre forte la frase di San Giovanni Crisostomo, che lacerare la Chiesa è peggio che cadere nell’eresia. E ancora, che il peccato dello scisma nella Chiesa neanche il sangue del martirio può lavare. Sono note, d’altronde, le insuperabili parole pacificatrici di San Gregorio il Teologo e la sua irrepetibile omelia di commiato, con la quale giustificò le sue dimissioni dal Trono come azione che mirava al ristabilimento della pace e dell’unità nella Chiesa.
Stimiamo, Santità, che anch’Ella desideri fortemente il miglioramento delle relazioni interecclesiali. Perciò Vi sottomettete in tante fatiche di viaggi di pellegrinaggio in tutta l’Ecumene. Ogni atto di cicatrizzazione di vecchie e di prevenzione di nuove ferite, contribuisce alla creazione dei presupposti necessari per continuare il dialogo della verità nell’amore tra le nostre Chiese, in modo che, obbedendo alla volontà divina dell’adorato in Triade nostro Santo Dio, possiamo incontrarci di nuovo al più presto nella fede comune della Chiesa d’un tempo, cioè nell’unica base di restaurazione della piena comunione delle nostre Chiese.
Notiamo, in fine, che con questo Vostro presente atto, donate un luminoso esempio da imitare, un messaggio fraterno e un mònito a tutti coloro che arbitrariamente possiedono e trattengono tesori della fede, della pietà e della civiltà di altri, affinchè essi siano restituiti a coloro che giustamente li cercano e li richiedono.
Di tutto ciò Vi ringraziamo dal profondo del cuore, Santissimo e diletto Fratello in Cristo. E Vi ringraziamo per la Vostra decisione - nobile, sacra e piena di simbolismo - di restituirci queste sacre reliquie e Vi auguriamo salute e longevità, per l’intercessione dei Santi Gregorio e Giovanni. Così sia!