BRINDISI DI SUA SANTITA’
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO


DURANTE LA CENA IN SUO ONORE
OFFERTA DA S.ECC.ZA L’AMBASCIATORE DI GRECIA A ROMA

(1 luglio 2004)

Eccellentissimo Signor Ambasciatore di Grecia,
Diletti e cari commensali,

Con grande piacere abbiamo accolto il cortese invito di Vostra cara Eccellenza alla cena di stasera in occasione della nostra visita ufficiale a Roma.

Siamo venuti a Roma dalla nostra sede martoriata a Fanar per partecipare alla Festa patronale della sua Chiesa, la Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, e per manifestare la nostra buona volontà per il riavvicinamento delle Chiese. Vogliamo proclamare il desiderio comune ‘’affinchè tutti siano uno’’ in Gesù Cristo, nell’amore, ma anche nella verità. In un’epoca di dissidio, terrorismo e conflitti, crediamo assolutamente necessario che gli uomini della Chiesa stabiliscano ponti di amicizia, riconciliazione e amore tra gli uomini, di edificare il mondo nuovo del Vangelo della pace e della fratellanza. Crediamo molto profondamente come nostro obbligo che la Nuova insieme l’Antica Roma precedano verso la realizzazione di questo scopo. La nostra visita a Roma speriamo bene che costituirà un passo positivo verso questa direzione, con la cooperazione del Signore.

Parallelamente siamo venuti per celebrare l’inaugurazione del restaurato sacro tempio del Santo Megalomartire Teodoro il Tirone, che cortesemente fu concesso a noi dalla Chiesa Romano-Cattolica per l’uso liturgico, e d’ora in poi sarà il degno centro della vita ecclesiastica della Comunità Greco-Ortodossa della Capitale italiana. Dopo anni che essa fu servita presso l’umile cappella di Sant’Andrea Apostolo, nella quale anche noi abbiamo servito per due anni durante i nostri studi post-universitari qui, ora la colonia greco-ortodossa ha un tempio prestigioso, un tempio che dobbiamo agli sforzi instancabili degli Eminentissimi Metropoliti di Efeso e d’Italia, all’amichevole comprensione della Chiesa Romano-Cattolica e alla generosità della gentilissima Signora Fotinì Livanù, che ha assunto le spese del suo restauro. Tutti loro anche da questa sede ringraziamo di cuore. Gloria a Dio anche per questo!

La fondazione di sacri tempi greco-ortodossi e di parrochie nelle città e nei paesi tradizionalmente non ortodossi, oltre al servizio dei bisogni cultuali della nostra minoranza, ha, secondo noi, anche un carattere di conoscenza, di amicizia e di riconciliazione tra la Chiesa Ortodossa e le locali Chiese eterodosse. Non mira al proselitismo degli eterodossi all’Ortodossia, ma alla manifestazione del sincero spirito di riconciliazione e di pace della Chiesa Ortodossa. Essa rispetta assolutamente la scelta libera di ogni uomo della sua fede religiosa; semplicemente mette davanti a lui anche la realtà Ortodossa, che, diversamente, ignorebbe, perchè faccia le sue scelte come in un catalogo più completo di posibilità e sulla base di conoscenza diretta degli elementi basilari della Chiesa e della fede Ortodossa.

Ogni chiesa ortodossa costituisce, dunque, una lampada che illumina con la sua luce, umanamente piccola, la sua regione; una fonte di irradiazione della luce Ortodossa, una espressione del modo non secolarizzato di comprensione e di confronto del mondo e dell’umanità. Perchè ciò che manca oggi dal ricco, moderno e civilizzato uomo occidentale, è la relazione personale con il suo Padre celeste, con il suo amico e fratello Gesù Cristo e con lo Spirito Santo, con i Quali il cuore si riempie della pace che supera ogni mente, di fiduzia nell’amore e nella provvidenza di Dio, di speranza e di fede per la continuazione della vita sotto un’alta situazione all’eternità, e di cognizione di Dio e del Suo amore per ogni uomo. Questa cognizione è più dolce da ogni dolcezza, come ci assicuraro i Santi Padri che l’hanno gustata.

Di conseguenza, l’esistenza di un sacro tempio ortodosso non costituisce un atto espansivo della Chiesa Ortodossa, ma un atto di sua offerta al moderno uomo secolarizzato, come atto di offerta era anche la discesa per amore verso noi dell’incarnato Gesù Cristo. Sicuramente non ignoriamo nè sottovalutiamo il contributo delle altre Chiese non Ortodosse, ma vediamo che talvolta non attribuiscono la grande importanza che la Chiesa Ortodossa attribuisce alla relazione mistica dell’uomo con Dio; non cercano - quanto la Chiesa Ortodossa - l’influenza sugli uomini di quella santificante e trasformatrice Energia increata di Dio che chiamiamo Grazia Divina. Offriamo, quindi, questo elemento mistico e soave, la cui mancanza è la causa di tanti problemi del corpo e dell’anima, sebbene ciò non ci sia consentito quanto si deve.

Il sacro tempio, per aver successo alla sua amplicata missione, certamente deve essere affiancato da fedeli, chierici e laici, che vivono nella prassi le cose sopraddette, si trovano cioè sotto la protezione sensibile della Grazia Divina e l’illuminazione dello Spirito Santo. Questo è un importante stadio di lavoro e di offerta di noi fedeli Ortodossi ai nostri prossimi, Ortodossi e non, e costituisce la migliore continuazione del contributo dato alla civiltà umana dall’importantissimo antico spirito greco.

Di questo antico spirito greco, ideatore delle Amfizionie e della Tregua Olimpiaca, un frutto spirituale è anche l’Europa unita di oggi.

Grecia e Italia sono membri dell’Unione Europea, di questa grande e ormai riconciliata famiglia dei popoli europei intrecciati per tanti secoli. Così la Vostra opera, Signor Ambasciatore, non presenta oggi perticolari difficoltà e perciò siete privilegiato. Questo è anche una benedizione di Dio. Non cessa però di essere delicata e necessaria. I nostri auguri e le preghiere Vi accompagnino nel suo esercizio e la nostra benedizione Patriarcale con tutto l’animo impartiamo, tanto nell’ambito personale e familiare, quanto anche nell’ambito dell’alta missione, che Le ha affidato la Grecia. Siate longevo, abbiate buona salute, e lo Spirito Santo Vi illumini in ogni movimento e in ogni Vostra importante decisione e azione. Cogliendo l’occasione, aspettiamo Vostra Eccellenza anche a Costantinopoli, la Nuova Roma, come pellegrino presso i cimeli sacri e santi della nostra Fede e della nostra Nazione che lì si trovano, ma anche per poter ricambiare l’ospitalità.

Ringraziando per le Vostre buone parole e la bella cena, alziamo il calice alla salute e alla longevità di Lei personalmente e di tutti i commensali, come anche per il buon compimento dei suddetti santi scopi del nostro nuovo tempio qui.

 

 

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