Prot. N.: 1300

MESSAGGIO PATRIARCALE
IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE

+ BARTOLOMEO I
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI, NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, MISERICORDIA E PACE
DA PARTE DI CRISTO SALVATORE NATO A BETLEMME

“Dio ha amato così tanto il mondo da dare il suo figlio unigenito, affinché chi crede in lui non si perda, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).

Fratelli e figli diletti nel Signore,

L’anima umana avverte fortemente il bisogno di essere amata. La diffusissima assenza di significato della vita, particolarmente tra i giovani, si deve alla mancanza dell’amore. Il nostro prossimo in maggioranza è ingabbiato nelle proprie aspirazioni individuali e cerca di sopperire al vuoto dell’amore con l’acquisto di beni materiali, di godimenti carnali e di gloria umana. Ma con ciò non riempie il vuoto dell’anima, perché essa cerca il riconoscimento personale, l’amore.
L’amore però esiste in Dio e congiunge il mondo, riconosce ognuno di noi con il proprio nome e gli viene offerto riccamente. Solo per amore Dio ha creato l’universo tramite la Sua Parola, affinché diventassimo tutti partecipi della gloria che scaturisce dall’amore personale che unisce.
Malgrado ciò, il primo uomo creato ed i suoi discendenti fino d’oggi hanno negato l’amore del Creatore nei propri confronti, hanno scacciato l’amore dai loro cuori, si sono rivolti alla creazione impersonale e hanno cercato, senza riuscirci, il riconoscimento della loro personale esistenza nel loro sopravvento e nella loro soddisfazione egocentrica e non nell’accettazione dell’amore a loro offerto e nel suo contraccambio. Il risultato è la creazione di antagonismo sociale, di odio e di conflitti sanguinosi, cose che viviamo quotidianamente
Però l’amore di Dio non cessa mai, anche se viene rifiutato dagli uomini. Per amore Dio ha mandato il Suo Figlio Unigenito come uomo nel mondo, non per giudicare il mondo che è nell’apostasia, ma perché tramite Lui il mondo sia salvato (cfr Gv, 3,17). Egli è nato nella umile mangiatoia dalla Semprevergine Maria, per dimostrare bene che la forza e l’evidenza e la ricchiezza materiale, nei quali il mondo cerca la gioia e la salvezza, non sono la vera fonte della vita e del benessere. Cristo è venuto a Betlemme portando nuovamente il messaggio dell’amore dissinteressato di Dio verso l’uomo. Per duemila anni annuncia questo amore infinito. E’ venuto come bambino debole ed indifeso, però pieno di amore, e malgrado ciò ha affrontato il tentativo della Sua uccisione da parte di Erode, rappresentante di una umanità che odia l’amore, anche quando è offerto dagli sguardi innocenti e sereni dei bambini.
Molti dei cristiani odierni, istruiti in maniera errata riguardo Dio come giudice severo, invece che di padre affettuoso che attende con amore e perdono il ritorno del figliol prodigo, si sono allontanati dal Dio incarnato Gesù Cristo, il Verbo e lo splendore di Dio Padre, e dallo Spirito Santo a loro consustanziale, la Triade che concede la vita e l’amore, e così hanno costituito la loro società secolarizzata, senza la speranza in Dio e senza amore sincero. Ricorrono ai surrogati dell’amore divino, basando le loro speranze su forze mondane, sulla estensione di poteri, sulla crescita della ricchezza, sull’asservimento di popoli, sulla globalizzazione del loro mercato, sulla diffusione di idee atee, sull’ignoranza ed il rifiuto della morte, su tutto ciò che in genere gli sembrano mezzi liberatori dalla loro angoscia difronte al vicolo cieco di una vita senza amore. Non trovando in esse la liberazione molti si suicidano, negando la vita, il grande dono di Dio all’uomo.
Però, fratelli e figli diletti, l’amore di Dio è indubitabile e presente. Il nostro Signore Gesù Cristo aspetta di nascere nel cuore di ognuno per portare in esso il significato della vita. Ciò consiste nell’essere amati da Dio, predestinati a gioire della vita nell'amore reciproco e nell’avvertire la pienezza della nostra esistenza nel fatto della nostra comunione nell'amore con Gesù Cristo, il Dio incarnato, e con tutti gli uomini e con tutti gli esseri buoni. “Benedetto sia Dio e padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetto con ogni benedizione spirituale … come anche ci ha scelto in lui prima della creazione del mondo per essere santi e senza macchia al suo cospetto, nell’amore” (Ef 1, 3-4).
Le fontamenta ed il tetto, l’inizio e la fine, l’Alfa e l’Omega della creazione è l’amore. Il mistero della mangiatoia e della croce, della nascita, della risurrezione e dell’ascensione ed in genere di ogni presenza di Cristo sulla terra è l’amore. L’inno degli angeli che si canta durante il Natale: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”, è conseguenza del loro stupore davanti all’inconcepibile amore di Dio. La pazienza di Cristo per la Sua crocifissione da parte degli ingiusti non è il risultato della Sua debolezza, inconcepibile a motivo della Sua onnipotenza, ma è dovuta al Suo infinito amore. Tutte le azioni di Dio sono piene di amore personalmente per ciascun uomo.
Rifiutiamo, allora, fratelli e figli diletti, il cammino verso la secolarizzazione e ritorniamo in penitenza a Dio nostro Padre ed al nostro fratello Gesù Cristo nato nella mangiatoia, venuto nella terra per amore verso noi che eravamo stati ingannati e che ci eravamo allontanati da Lui. Il Suo amore verso di noi è certo. Vicino a Lui non esiste paura, ma perdono, pace e gioia.
La Sua grazia, la benedizione e la ricca misericordia siano con voi durante queste sante feste dei Dodici Giorni e tutti i giorni della vostra vita nei secoli dei secoli.

Fanar, Santo Natale 2005
+ Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
fervente intercessore verso Dio per tutti voi