MESSAGGIO PATRIARCALE IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE

 

+ BARTOLOMEO I PER MISERICORDIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI, NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, MISERICORDIA E PACE
DA CRISTO SALVATORE NATO A BETLEMME


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Fratelli e Figli diletti nel Signore,

Con stupore e pieni di ammirazione affrontiamo, particolarmente durante questi giorni, lo svuotamento - inconcepibile per l’uomo e per le schiere angeliche - del Figlio e Verbo di Dio, incarnato e nato dalla Vergine e deposto in una mangiatoia degli aminali irragionevoli. E mentre i fedeli festeggiamo solennemente l’evento gioioso perchè il Salvatore, per condiscendenza divina, è nato per noi oggi, scendendo sino a noi dalla Sua maestosità, terremoti e sconvolgimenti naturali, sociali e spirituali scuotano l’umanità lontano da Cristo e turbano la vita di tutti coloro che amano la pace.

Strutture sociali si sgretolano alla ricerca di nuovi schemi e schieramenti; ricerche spirituali si deviano a culti autodistruttivi e strane catastrofi naturali succedono in diverse regioni della terra. Attorno a noi disordine e confusione, omicidi e rovine, mentre il sogno della pace è malvisto e perseguitato. Nell’animo della maggior parte degli uomini si è insediata l’incertezza, l’inquietudine, l’oppressione, la mancanza di senso, l’inspiegabilità degli effetti e molte volte l’indifferenza e l’odio stesso.

Sotto le rovine naturali, sociali e spirituali sono in angoscia del tutto schiacciati moralmente e fisicamente innumerevoli dei nostri prossimi. Molti di loro non sopportano la situazione e subiscono molteplici danni psichici e corporali. Altri cercano colpevoli e intraprendono atti vendicativi contro coloro che - secondo la loro percezione - sono i responsabili. Altri, non potendo arrivare ai responsabili, manifestano il loro dispiacere con atti terroristici contro innocenti. Altri sfruttano questo disordine e cercano di profittarne a danno dei loro prossimi. E altri, trincerati dietro la loro richiezza o la loro forza, vivono dentro un particolare mondo chiuso, e non avvertono il dolore degli altri, nè si interessano per il suo sollievo.

Tutto questo mondo non ha conosciuto la salvezza tramite il Cristo nato, e talvolta, disperato e sicuro per l’utopistico della propria rendezione dal dominio del male, non cerca alcuna salvezza. Tramite le proprie forze mondane, cerca la soluzione dei suoi problemi - e talvolta si rifugia - nelle forze del male che, invitate, intervengono e aumentano la confusione e il dolore.

Noi, figli diletti nel Signore, crediamo e conosciamo bene che non esiste in qualcun altro la salvezza, se non in Cristo soltanto, e non esiste nome in cui possiamo salvarci, se non il nome di Gesù Cristo. Questa nostra certezza non è scossa dal fatto che il Salvatore del mondo si è manifestato sulla terra come uomo umile, come un bambino debole, come un agnello che porta su di sè il paccato del mondo, e volontariamente ha accettato la croce e la morte. Non ci spaventa il fatto che il messaggio di amore e di umiltà che ci ha insegnato, che deve essere accolto per salvarci, non è accettato dai molti.

Noi, mirando all’esempio del nostro Salvatore, riconosciamo la forza salvifica dell’umiltà e dell’amore volontariamente crocifisso, di queste due caratteristiche sovrannaturali della Divinità, che l’uomo caduto difficilmente imita. E ripetiamo a tutti, con tanto amore e umiltà, il massaggio salvifico di Cristo, annunciato non soltanto con parole, ma anche con l’applicazione reale e il sacrificio fino alla morte, vinta con la Resurrezione. Perchè il sacrificio per amore è suggellato, da una parte, con la morte di Cristo, ma dall’altra non ferma il mutare del mondo con la morte dell’amante, ma porta al superamento della sua morte con la Resurrezione. E questo è il contenuto della salvezza, di cui parliamo. La morte non domina mai su di noi, perchè il generato Gesù Cristo l’ha calpestata e ha abolito la sua forza.

Oggi è nato per noi il Salvatore! Non è venuto con forza umanamente stimata, ma in forza della virtù che risplende la Sua suprema forza, la forza dell’umiltà del Maestoso e dell’Onnipotente, e la forza impareggiabile dell’amore sacrificato senza interesse e senza secondi fini. Non abbiamo illusioni e speranze vane che il mondo - nella sua totalità - accetti presto queste verità. Sappiamo, però, e dichiariamo che se non le accetterà e non le applicherà, continuerà a vivere il martirio della distruzione reciproca, del sviamento morale, della mancanza di senso per la vita, della falsità e del dolore.

Perciò con tanto amore e umiltà grande chiamiamo in primo luogo i fedeli ad invocare Cristo perchè nasca nei nostri cuori, non come un sentimento commovente di euforia mondana di scarsa durata transitoria, ma come un cambiamento radicale del nostro animo, come una rinascita in Cristo; una tale conversione, in modo che le divine proprietà dell’amore e dell’umiltà costituiscano elementi fontamentali della nostra esistenza. Con lo stesso caloroso amore e umiltà, chiamiamo poi tutti i nostri prossimi, che hanno conosciuto e non hanno conosciuto Cristo, di accostarsi all’innocente Gesù Cristo, come un agnello incarnato per la salvezza anche loro, per ricevere da Lui la pace dei cuori, la conoscenza dello scopo della vita, l’abolizione del dolore, l’eternità e la gioia della vita vicino a Lui, che non viene tolta e supera ogni intelletto.

Per intercessione della Tuttasanta Madre di Dio - che ha prestato la propria carne al Salvatore Cristo - e dei nostri Santi Predecessori Giovanni Crisostomo e Gregorio il Teologo, le cui venerate reliquie recentemente sono ritornate nella nostra Chiesa, come anche di tutti i Santi, voglia Dio che Cristo nasca nella mangiatoia dei cuori di tutti noi e vi rimanga per sempre, per vivere insieme a Lui la gioia della Sua presenza, dell’ineffabile Suo amore e della Sua sopranaturale umiltà. Amen!

Fanar, Santo Natale 2004
+ Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
fervente intercessore verso Dio per tutti voi.