Intervista di Sua Eminenza Gennadios Zervos,

Arcivescovo ortodosso di Italia e di Malta del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli ed Esarca patriarcale per l’Europa meridionale, al microfono di Giovanni Peduto:

07/04/2007


. - Dalla spiritualità della Settimana Santa proviene la forza spirituale e morale che permette alla nostra Chiesa di essere forte per celebrare la grande festa fra le feste, la grande solennità fra le solennità: la Pasqua, con la presentazione dello Sposo della Chiesa che è Cristo. Ecco l’uomo di cui celebriamo la Crocifissione, con gli inni che elevano l’anima del fedele ortodosso per prepararsi bene, per essere fedele a Dio, per essere pieno di speranza e di amore così da poter poi celebrare la grande festività della Risurrezione.


D. - Eminenza, come viene rappresentata dagli artisti ortodossi la Pasqua?


R. - Gli artisti ortodossi rappresentano la Pasqua con una grande figura vittoriosa: Cristo che tiene in una mano Adamo ed Eva nell’altra. Cristo esce dalla tomba della morte per passare alla vittoria, al Regno eterno, alla vita eterna. Questa è la grande icona che dà a tutti noi la gioia, la pace e la speranza: sono i messaggi della Risurrezione, insieme all’unità e alla convivenza fra tutte le creature di Dio.


D. - Eminenza, i cristiani come possono testimoniare al mondo Gesù Risorto?


R. - La grande importanza della nostra testimonianza agli altri è la nostra unità. Unità che in questa grande festa di Pasqua invochiamo continuamente, affinché tutti - e non soltanto i cristiani - possiamo essere uniti e fedeli in Cristo nostro Salvatore. Lo stesso Gesù Cristo ci dice di essere uniti affinché il mondo creda.


D. - Cristiani ed ortodossi si sforzano di camminare sulla via dell’unità. Quali sono le sue speranze, eminenza?


R. - Io credo che le speranze siano molto concrete. A noi rimane il dovere e la responsabilità di collaborare fraternamente fra di noi, di soffrire anche per questa divisione. Questo è, forse, il più grande peccato che dobbiamo patire noi cristiani sulla strada che ci porta alla realizzazione della volontà di Dio, di non essere cioè tutti una sola cosa. Dall’altra parte lo dimostra lo storico incontro fra Papa Benedetto XVI e il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I: io ho avuto l’onore e la gioia di vedere e condividere questo abbraccio storico. Un gesto che ha rappresentato veramente una grande speranza per arrivare a realizzare la volontà di Dio. Ognuno di noi deve prestare la propria attenzione, il proprio interessamento, la propria dedizione e il proprio sacrificio per riuscire a realizzare la volontà di Dio. Io sono tanti anni che sono qui in Italia e posso dire che sono molti i passi in avanti compiuti. Oggi, abbiamo scoperto di essere veramente fratelli, di essere Chiese sorelle, figli dello stesso Dio. Ora, dobbiamo collaborare insieme per realizzare la volontà di Dio. Poco prima della sua Passione, Gesù ha pregato perchè fossimo una cosa sola affinché il mondo creda.