INTERVISTA DI SUA SANTITA'
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO


AL GIORNALE "LA REPUBBLICA"
(Luglio 2005)


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D1. Si parla tanto dell'entrata della Turchia nell'Unione Europea. Per il Patriarcato Ecumenico, questa prospettiva va considerata in positivo o in negativo?

Rl: Siamo del parere che l'entrata della Turchia nell'Unione Europea sia un atto utile e positivo, tanto per il Patriarcato Ecumenico quanto per tutto il suo popolo. Ciò non tanto perché si avranno, come ci si attende, i sussidi economici dell'Unione Europea alla Turchia, quanto perché sopravverranno cambiamenti nella sua legislazione interna, i quali faciliteranno lo sviluppo del popolo turco. Per quanto sembri senza rapporto lo sviluppo economico rispetto alla situazione spirituale di un popolo, il fatto è che molte volte alcune idee e percezioni del tutto spirituali - come la percezione della supremazia razziale o l'antipatia verso le minoranze - frenino il progresso. Si spreca energia preziosa in attriti e raffronti, invece di utilizzarla per il progresso. Il fatto che l'Europa abbia compiuto passi importanti verso l'uguaglianza dei diritti politici e l'uguaglianza della legge, certamente costituisce uno dei principali fattori del suo progresso. Se dunque il popolo della Turchia, durante il suo cammino verso l'incorporazione con l'Unione Europea, accetterà questi principi fondamentali e smetterà di consumare energie nell'opera controproducente di discriminazioni ostili a carico delle minoranze, certamente sarà agevolato il suo progresso, soprattutto con le sue proprie forze, che si libereranno dalle pastoie del passato.

D2. Con la salita al potere di Erdogan, sembrava che le vecchie inimicizie si sarebbero placate. V' erano state promesse, segni di remissione. Se oggi si potesse fare un resoconto sul nuovo cammino della Turchia, quale sarebbe la sua opinione?

R2: Il Governo della Turchia ha preso infatti diverse misure legislative allo scopo di adattare la vigente legislazione interna alle richieste dell'Unione Europea. Però esse, durante la loro applicazione, si sono dimostrate insufficienti, e ne devono essere prese anche altre. A volte i decreti esecutivi delle relative leggi, pongono tali presupposti, in modo di rendere più sfavorevole la posizione delle minoranze di quanto essa fosse prima della modifica della legislazione. Inoltre, alcuni funzionari trasudano spirito ostile verso le minoranze, e impediscono, o continuano con vecchi metodi, contrari alle nuove leggi. E' necessario allora, non soltanto che si facciano. le leggi richieste dall'Unione Europea per adattare il diritto interno della Turchia a quello europeo, ma anche che esse siano applicate secondo lo spirito della percezione europea a proposito della protezione delle minoranze e i diritti umani. Sono state prese alcune misure amministrative in questa direzione ed esistono alcune altre promesse in merito, mentre per quanto riguarda altre - come la ripresa delle attività della Facoltà Teologica di Chalki - continua una tacita sospensione.

D3. Siete ottimista riguardo alla possibilità di un dialogo costruttivo con l'Islam?

R3: Come il Cristianesimo, così anche l'Islam è diviso in molte percezioni religiose.
Crediamo che con l'Islam moderato sia possibile il dialogo costruttivo e la collaborazione pacifica ed edificante. Ciò è dimostrato tanto dalle nostre molte visite nei paesi musulmani, quanto anche dai molti incontri interreligiosi, durante i quali eminenti rappresentanti dell'Islamismo moderato hanno dichiarato il loro desiderio della convivenza pacifica dei fedeli delle diverse religioni, e hanno condannato – con la Dichiarazione del Bosforo (1994)1- ogni crimine compiuto in nome della religione come crimine contro la stessa propria religione. Crediamo che non sia l'Islamismo ad approvare gli atti terroristici, ma il fanatismo. Questo fanatismo è alimentato dai suoi fomentatoti con argomenti d'ogni religione, secondo la fede dei seguaci arruolati evidentemente dopo una cattiva interpretazione del vero messaggio religioso. Esistono pochissimi culti che approvano e compiono sacrifici umani anche nel nostro secolo, però tra loro non è compreso l’Islam moderato.
D4. Con il Papa Giovanni Paolo II avete inaugurato un' epoca di rapporti ecumenici. Pensate che con il nuovo Papa Benedetto XVI continuerete a collaborare nella stessa direzione?

R4: Da parte nostra vogliamo continuare il dialogo costruttivo con la Chiesa Romano-Cattolica, qualunque sia il suo Primate. Conosciamo personalmente il nuovo papa, e certamente collaboreremo anche con lui per la pace, il dialogo teologico, la riconciliazione e la verità. Sicuramente, dobbiamo avere davanti agli occhi che la nuova guida della Chiesa Romano-Cattolica, dal momento che ha assunto i suoi doveri, non esprime più le sue convinzioni personali, come avrebbe potuto fare prima, ma i pareri ufficiali della sua Chiesa. Perciò il cambiamento delle persone non comporta un cambiamento radicale nelle relazioni delle Chiese, anche se le influenza in qualche grado. Abbiamo la speranza che il nuovo Papa vorrà ampliare queste relazioni e che prenderà le giuste misure per il superamento di alcuni ostacoli che impediscono la continuazione del dialogo teologico. Ha già dichiarato che la promozione delle relazioni fraterne,e del dialogo ecumenico, particolarmente con la Chiesa Ortodossa, costituisce una priorità del suo papato e ciò crea ottimismo, e ci fa tanto piacere.