MESSAGGIO PATRIARCALE
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DI PREGHIERA


PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO

+ Bartolomeo

per misericordia di Dio arcivescovo di Costantinopoli,

Nuova Roma, e patriarca Ecumenico,

 

Prot. N.: 709


A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA E PACE
DA PARTE DEL CREATORE DI TUTTA LA CREAZIONE
SIGNORE, DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO

 

Fratelli e Figli diletti nel Signore,

Quindici anni fa il nostro indimenticabile predecessore di beata memoria, il Patriarca Demetrio, ha pubblicato la prima enciclica ufficiale riguardo la salvaguardia dell’ambiente naturale, un’enciclica indirizzata al pleroma della Chiesa, con la quale ha costituito ufficialmente il 1° settembre come giornata di preghiera per la salvaguardia dell’ambiente. Quello storico proclama sottolineava l’importanza dell’ethos eucaristico ed ascetico della nostra tradizione, che costituisce una correzione del modo di vita consumistico e una soluzione alternativa alla dominante filosofia della nostra epoca.

I Santi Padri della Chiesa hanno insistito sempre sull’importanza fondamentale dell’auto-esame come presupposto per il progresso spirituale. Riecheggiando l’oracolo classico di Delfi, Clemente l’Alessandrino esorta: ‘’Conosci te stesso! Se conosci te stesso, conoscerai tutto’’. Evagrio il Pontico di nuovo dice: ‘’Chi conosce se stesso, conosce Dio’’. Isacco il Siro afferma: ‘’La conoscenza di se stesso significa conoscenza dei nostri insuccessi, cosa che conduce alla Resurrezione dei morti’’. Dunque, ricordiamo che cosa abbiamo imparato come Chiesa durante gli ultimi quindici anni. Quale conoscenza abbiamo acquistato? Quali insuccessi avevamo? E verso quale dirizione dobbiamo adesso rivolgerci?

Nel corso dei cinque seminari estivi organizzati annualmente fra gli anni 1994-1998 nella Facoltà Teologica dell’isola di Chalki, abbiamo appreso la stretta relazione tra le questioni ambientalistiche da una parte e l’educazione, la morale, la comunicazione, la giustizia e la povertà dall’altra. Durante i cinque convegni internazionali convocati ogni due anni dall’anno 1995 sin d’oggi abbiamo ricercato le conseguenze del modo di vita consumistico sulle acque di Egeo, del Mar Nero, di Danubio, dell’Adriatico e del Mar Baltico. Insieme con teologi, scienzati, politici e giornalisti abbiamo riconosciuto in modo concreto la responsabilità che tutti portiamo -dinnanzi gli uni agli altri, dinnanzi il nostro mondo e dinnanzi il nostro Dio - per la distruzione della bellezza naturale del nostro mondo, per l’esaurimento delle risorse naturali della terra e per la scomparsa della varietà nel nostro continente.

Più specialmente, abbiamo capito che la conservazione dell’ambiente naturale si collega interiormente con la cessazione dei confliti di guerra, con la restaurazione della giustizia sociale e con la gestione della povertà del mondo. Abbiamo imparato che il modo con cui ci comportiamo verso gli uomini si rispecchia direttamente al modo con cui ci porriamo dinnanzi l’ambiente naturale, come anche dinnanzi l’adorazione che riserviamo esclussivamente a Dio.

Non deve stupirci il fatto che siamo capaci di usare male della creazione naturale e materiale, in quanto siamo capaci di sfruttare il nostro prossimo. La Madre Chiesa fu protagonista in importanti incontri ed accordi riguardo la pace e la prosperità del mondo, la riforma economica e sociale, i diritti umani e la tolleranza religiosa.

Quando si tratta della giusta risposta e il conveniente pensiero teologico, non c’è nessun dubbio che la nostra Chiesa Ortodossa ha molte cose con cui contribuire all’odierna discusione sull’ecologia. Possiamo ricorrere alla profondità e alla ricchiezza della nostra eredità biblica e patristica, per contribuire positivamente e costruttivamente sulle questioni cruciali della nostra epoca. Il punto in cui riveliamo che i cristiani ortodossi siamo tanto vulnerabili è l’applicazione della nostra teoria.

E’ sempre più facile accostamento l’accusa nei confronti dello sviluppo e progresso tecnologico occidentale per i mali che affrontiamo sul nostro mondo. Ed è sempre tentazione di credere per possediamo la soluzione dei problemi che tutti affrontiamo oggi o ignorare l’imminente pericolo mondiale che affrontiamo. Ciò che è più difficile - però allo stesso tempo anche più onesto - è di distinguere la misura con la quale noi stessi costituiamo parte di questo stesso problema. Per esempio, quanti di noi esaminiamo i cibi che consumiamo, i beni che acquistiamo, l’energia che spendiamo o le conseguenze del nostro modo di vita privilegiato? Quanto spesso dedichiamo il nostro tempo all’esame attento delle nostre scelte quoditiane sia come individui, sia come istituzioni, sia come parrocchie, sia come comunità, sia come società e sia come nazioni?

La cosa più importante di ciò: quindi, quanti dei nostri chierici ortodossi sono preparati ad assumere un ruolo protagonista su questioni che riguardano l’ambiente? Quante delle nostre parrocchie e comunità ortodosse sono preparate a realizzare la conoscenza che abbiamo accumulato gli ultimi anni, applicando dentro le proprie comunità principi ecologici? Come le decisioni di una qualunque comunità e parrocchia locale rispecchiano sul livello pratico e tangibile l’esperienza che abbiamo acquistato sul livello teorico?

In un’epoca durante la quale l’informazione ci è facilmente accessibile, non esiste sicuramente nessuna scusa per l’ignoranza o l’indifferenza. Trascurare significa chiudere i nostri occhi dinnanzi una realtà che è sempre presente e permanentemente in crescita. Generazioni e civiltà precedenti forse non avevano coscenza delle conseguenza delle loro azioni. Oggi, però, forse più di ogni altra epoca, ci troviamo in una posizione unica. Oggi, ci stiamo in una crocevia, cioè in un punto di scelta della croce che dobbiamo portare. Perchè, oggi, abbiamo totale coscenza delle conseguenze ecologiche e mondiali delle nostre decisioni e azioni, indifferentemente quanto piccole o insignificanti posso essere queste.

Speriamo sinceramente e preghiamo continuamente che nei prossimi anni sempre di più dei nostri fedeli ortodossi riconoscono l’importanza di una ‘’crociata’’ a favore del nostro ambiente, che così tanto egoisticamente abbiamo trascurato. Questa visione siamo certi che soltanto guadagni possa portare alle generazioni novelle lasciando a loro un mondo più pulito e migliore. Ciò lo dobbiamo al nostro Creatore. E lo dobbiamo anche ai nostri figli.

Che la Grazia di Dio ci rafforzi per prendere le giuste decisioni.

La grazia e l’infinita misericordia del nostro Signore e Dio Gesù Cristo siano su voi e su tutti gli uomini. Amen.

2004, 1 settembre
+ Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio.

 

FINE