VENERATO MESSAGGIO PATRIARCALE
PER LA GIORNATA DI PREGHIERA


A FAVORE DELL’AMBIENTE NATURALE

+ BARTOLOMEO I PER MISERICORDIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI, NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO


A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA E PACE
DAL CREATORE DELL’INTERO CREATO
IL SIGNORE DIO E NOSTRO SALVATORE GESU’ CRISTO

 

Fratelli e figli diletti nel Signore,
Dio misericordioso e amico degli uomini ha formato bellissimo e perfettamente funzionante il mondo, a servizio di tutte le umane necessità, e ha affidato all’uomo, coronamento e re della creazione, di goderne tutto ciò che gli fosse indispensabile per la sua vita.
Parallelamente, ha congiunto ogni utile relazione dell’uomo con il creato attraverso la sensazione della gioia e del godimento, mentre ha congiunto ogni eccesso o mancanza nell’uso dei beni naturali con il sentimento del desiderio (nella mancanza) o della nausea (nell’abuso), in modo che l’uomo avesse in sé istintivamente la misura dell’uso vantaggioso e dell’ abuso dannoso, sia che esso si manifesti come privazione sia come eccessivo godimento. Frattanto, l’uomo, dotato del libero arbitrio, ha la capacità di controllare il proprio dato istintuale circa questi limiti nonché di determinare altri limiti per ragioni ascetiche come pure di superarli attraverso un atto volontario.
In tale circostanza ci troviamo o di fronte alla cupidigia, che è idolatria, secondo Paolo apostolo, o di fronte al rigetto della vita o dei beni naturali, dono di Dio, cioè innanzi a posizioni in eguale misura condannabili, in quanto contrarie al disegno perfetto di Dio rivolto alla felicità dell’uomo.
L’uomo, davvero infelicemente, rifiutò di conformarsi ai precetti divini riguardo all’uso del mondo a misura delle proprie necessità come pure della sua coltivazione e conservazione, e così decadde dalla Sua grazia che guida, finendo per comportarsi nei confronti della natura che lo circonda in modo rapace e distruttivo, come padrone e non come utente, turbando la divina armonia naturale e l’equilibrio. Il risultato è che anche la natura reagisce in modo squilibrato e provoca all’umanità innumerevoli tragedie. Le recenti variazioni climatiche fuori dal comune, i tifoni, i terremoti, le alluvioni, l’inquinamento dei mari e dei fiumi, nonché innumerevoli umane attività distruttive dell’ambiente e dell’uomo, sono dovute a comportamenti umani manifesti e clamorosi oppure occulti e agenti in silenzio. Tuttavia la principale ragione di questo catastrofico comportamento dell’uomo contemporaneo è il suo egocentrismo, che è l’altra faccia della sua indipendentizzazione da Dio e del suo tentativo di autodivinizzazione.
Per via di questo egocentrismo la relazione dell’uomo con la natura si muta in relazione di sfrontata e superba sottomissione delle forze naturali e il loro uso diviene messo a morte o sottomissione del prossimo, invece che conservazione della sua vita e della sua libertà, oppure si muta in godimento smodato nell’indifferenza per le conseguenze del sovrauso.
L’uso delle potenze atomiche e nucleari della natura per scopi bellici costituisce hybris (oltraggio), come pure l’eccesso d’uso comunque perpetrato, eccesso che aggrava l’ambiente naturale di immondezze, con aumento della temperatura e rivolgimento degli equilibri naturali, con tutto ciò che questo comporta. La mostruosa quantità di energia impiegata per fini bellici, nonché la terrificante energia consumeta al di là delle razionali esigenze dell’odierna umanità, costituiscono due ambiti nei quali si intrecciano le responsabilità dei governanti e dei semplici cittadini, sicchè ciascuno di noi ha la possibilità di contribuire al miglioramento della condizionale generale.
Spendiamoci tutti, fratelli e figli diletti nel Signore, ciascuno per la sua parte, nello sforzo di moderare gli inutili consumi, affinchè si ricostituisca l’ordinato funzionamento del pianeta in cui abitiamo, perché anche noi e i nostri figli possiamo godere in pace dei beni della creazione divina piena d’amore per l’uomo, beni questi offerti agli uomini tutti. Cosù sia!

2006, 1 settembre

+ Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio.

FINE