VENERATO MESSAGGIO PATRIARCALE
PER LA GIORNATA DI PREGHIERA


A FAVORE DELL’AMBIENTE NATURALE

+ BARTOLOMEO I PER MISERICORDIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI, NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO


A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA E PACE
DAL CREATORE DELL’INTERO CREATO
IL SIGNORE DIO E NOSTRO SALVATORE GESU’ CRISTO

“La muta terra grida nell’angustia: Perché tutti gli uomini mi deturpate con molte brutture?”

(Tropario della IX Ode del Terremoto, al 26 ottobre).

 

 

 

Fratelli e figli diletti nel Signore,

con grande precisione il sacro innografo Giuseppe presenta la terra sofferente, che senza foce protesta per le molte brutture con cui noi uomini la macchiamo. E se un tempo il sacro innografo riteneva lo sconcio della terra operato dall’uomo un male che attira l’ira di Dio, quanto più oggi dobbiamo tutti considerare tragicamente distruttiva la nostra condotta riguardo alla creazione di Dio!
La terra invero è stata plasmata in modo conveniente, perché in essa vi dimorino gli uomini, ed è stata disposta da Dio al servizio dei loro bisogni. Purtroppo noi uomini non cogliamo da essa il necessario con equilibrata misura, affinchè sia conservata la sua capacità produttiva, ma ci comportiamo con essa in modo esiziale. Prendiamo da essa così tanto, e in modo tanto scriteriato, da esaurire le sue capacità, e distruggiamo la produzione futura. Siamo simili a quanti con avidità, per raccogliere legna, distruggono e l’albero e il bosco, privando se stessi della possibilità di raccogliere altra legna un domani.
Dalla storia è noto come in molte regioni della terra nelle quali si è sviluppata la civiltà, è seguita la desertificazione. Questo fenomeno della desertificazione, che nei tempi remoti è avvenuto lentamente, ai nostri tempi procede a ritmo veloce. Interi territori attorno alle fabbriche, fonti di inquinamento, e le zone industriali, con le emissioni tossiche, sono morti, e i territori morti si estendono progressivamente. Enormi territori sono stati spianati per essere consegnati alla coltivazione e, a causa dell’uso degli erbicidi tossici, è stato distrutto qualsiasi germoglio oltre quelli voluti e coltivati. I fitofarmaci tossici non smaltiti entrano nel ciclo dell’acqua e inquinano sorgenti e fiumi, con gravi conseguenze per la salute dell’uomo. L’avidità e l’indifferenza per le conseguenze a causa dei metodi e delle materie utilizzate si vendicano. Mentre gli uomini lavoriamo intensamente per accrescere le capacità produttive del nostro pianeta, nello stesso tempo e in modo contraddittorio le distruggiamo. Gli astronauti – che di recente hanno visto la terra nel suo insieme dallo spazio, durante il loro giro attorno ad essa – hanno richiamato l’attenzione dell’umanità intera sul fatto che le sue superfici sfigurate si sono accresciute e preannunciano una vasta area di desertificazione.
Il sacro innografo prima citato, personificando la terra, la descrive mentre dice all’uomo che la punisce il Sovrano degli uomini, il Dio che ha riguardo verso loro. Per questo motivo, la terra che non sopportala punizione a causa delle colpe umane, con queste parole grida agli uomini: “Rinsavite e, convetiti, placate Dio”. L’esortazione è molto attuale. Dobbiamo prendere coscienza del pericolo, essere consapevoli delle cause e delle nostre responsabilità; e plachiamo Dio non a parole e con piccoli sacrifici, ma con atti coraggiosi e grandi sacrifici. Poiché vale anche oggi in merito la promessa del Signore che riceveremo il centuplo di quanto avremo offerto.
La Madre Chiesa – consapevole dei pericoli che minacciano la terra e l’ambiente naturale che ci circonda, sia a causa delle conseguenze delle attività umane, sia e soprattutto dalle conseguenze morali dei crimini umani – ha dedicato il 1° settembre come Giornata di preghiera per l’ambiente. La pregheira placa Dio, e al presente è valido il detto degli antichi: “Opera con Atena e con le mani”, nelle Sacre Scritture espresso con la frase: “Può molto la preghiera di un giusto se è attivata”. In essa l’accento è posto su “se è attivata”, vale a dire se è accompagnata anche dall’ attività analoga di chi prega. Non è infatti giustificato che dice: “Signore! Signore!”, ma chi compie la volontà di Dio. E in merito è evidente che la volontà di Dio - anche per le generazioni future – è l’inversione del nostro comportamento distruttivo nei confronti dell’ottimo ambiente naturale che Dio ci ha donato.
La Sua grazia e l’infinita misericordia siano con tutti voi.

2005, 1 settembre

+ Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio.

FINE